Menu

AIDEA Conference 2019

Tracks

Track 2 - Social medias and digital platforms (Social medias and digital platforms)

Managers: Guido Cristini (guido.cristini@unipr.it), Gian Luca Gregori (g.gregori@univpm.it), Luigi Moschera (moschera@uniparthenope.it), Maria Francesca Renzi (mariafrancesca.renzi@uniroma3.it), Milena Viassone (milena.viassone@unito.it)

Read Track abstractLa track si focalizza su un particolare e innovativo modello di business, quello dei social media e delle piattaforme digitali, che generano valore sviluppando attività capaci di aggregare segmenti importanti di internauti, nonché sul loro utilizzo e sugli effetti che i social media e le piattaforme digitali esercitano nei confronti dei diversi business e consumatori. E’ infatti divenuta pratica comune l’utilizzo dei social media come strumento per connettere, costruire e sviluppare relazioni e condividere informazioni in ogni area di attività, sia per applicazioni personali, per applicazioni di tipo commerciale e anche nel settore pubblico. Il rapido successo dei “social” è connesso a numerosi fattori tra cui la facilità di utilizzo e l’adattabilità a diversi device. Al contempo questi strumenti aprono alcune sfide e problematiche che necessitano di essere affrontate. Le piattaforme digitali stanno stravolgendo le industrie tradizionali. Alcune tra le società maggiormente capitalizzate al mondo, quali Apple, Alphabet, Amazon e Facebook, riescono a dominare il mercato proprio in virtù delle loro piattaforme digitali basate sulla tecnologia. Le piattaforme presentano caratteristiche intrinseche che consentono di attrarre, trattenere e sviluppare ecosistemi di stakeholder del mondo imprenditoriale, compresi gli utenti, gli sviluppatori e le imprese. Queste piattaforme, con un’adeguata governance, sono in grado di amplificare il volume di opportunità per il raggiungimento del successo nel proprio business.
Questa track si propone pertanto come un momento di scambio di opinioni tra studiosi, professionisti e cultori delle diverse discipline economico aziendali, particolarmente interessati ai temi legati ai social media e alle piattaforme digitali, con riguardo ai diversi contesti di applicazione (aziende private, aziende pubbliche, servizi, ecc.).
L’obiettivo di questa track consiste pertanto nell'analizzare il contributo apportato dai social media e dalle piattaforme digitali nella gestione aziendale, nella sua organizzazione, nei sistemi di controllo e accounting, nell'interazione con i consumatori e con tutti gli stakeholder. In particolare, i cambiamenti in atto nel modo in cui le persone comunicano, esprimono opinioni, valutano prodotti e servizi hanno determinato il consolidamento dell’attenzione sul ruolo di questi strumenti in alcuni ambiti specifici quali il comportamento del consumatore, la gestione della catena del valore e la comunicazione interna ed esterna all'organizzazione.
Sono apprezzati contributi teorici, metodologici, lavori qualitativi e quantitativi che abbraccino un approccio multidisciplinare, contribuiscano a una maggior comprensione dei futuri trend della ricerca su queste importanti tematiche e trattino in modo trasversale il tema.

La track è articolata nelle seguenti linee tematiche:
• Il modello di generazione del valore di social media e piattaforme digitali: questa linea tematica accoglie contributi che analizzino il modello di business che sta alla base di social media e piattaforme digitali. Facebook, YouTube, Twitter, Amazon, ecc. vantano milioni di utilizzatori e la loro valutazione è espressa in miliardi di dollari. Questo straordinario sviluppo non si ritrova in nessun altro settore di business e mostra la potenza degli effetti della rete, dove l'utilità dei singoli utenti dipende dalla presenza e dall'utilizzo della rete da parte di altri utenti. In che modo generano valore? Qual è il segreto alla base della loro organizzazione e del loro modello di business? Sono sostenibili nel tempo? Sono particolarmente apprezzati i contributi che, nelle varie aree disciplinari e con un approccio qualitativo e/o quantitativo, siano in grado di rispondere a questi interrogativi.
• Social media e comportamento del consumatore: questa linea tematica accoglie contributi che trattino della relazione tra i social media e il comportamento del consumatore/utente. L’obiettivo consiste nel comprendere come i social media abbiano trasformato il ruolo del consumatore/utente, ponendolo in una posizione sempre più rilevante, che gli permetta di condividere opinioni e feedback, di offrire suggerimenti sino addirittura ad essere co-creatore del bene/servizio acquisito. Al contempo, un consumatore sempre più interconnesso riconosce nei social media strumenti di marketing in grado di condizionare opinioni e attese. Particolare attenzione è riservata alla gestione della relazione con il consumatore attraverso i social media, agli effetti che i social media esercitano sulle decisioni di acquisto del consumatore e all'apporto che attraverso questi strumenti il consumatore è in grado di erogare contribuendo in modo attivo alla realizzazione del prodotto/servizio
• L’utilizzo dei Social Media nella gestione della Value Chain: questa linea tematica accoglie i contributi che analizzano il ruolo del social networking nella gestione della Value Chain. Il social networking consente infatti di rimanere in contatto, in tempo reale, con l’intera value chain in modo da poterla gestire in modo più efficiente, risparmiando tempo e incrementando la produttività. Alcuni studi dimostrano come un maggior utilizzo dei social media da parte dei partecipanti della supply chain si traduca in una miglior performance della stessa catena del valore. Attraverso il social networking è possibile tenere traccia degli aggiornamenti logistici, condividere dati e conoscenza, costruire o migliorare le relazioni tra i partecipanti e monitorare l’andamento dell’intera filiera. L’obiettivo è pertanto quello di stimolare lavori di ricerca originali, rigorosi e rilevanti sul ruolo dei social media nelle operation e nella value chain, che adottino prospettive teoriche da differenti discipline (comunicazione, psicologia, strategia, marketing, organizzazione, accounting e sistemi di controllo, sistemi informativi) o sviluppino nuovi argomenti teorici e che affrontino la tematica attraverso diversi approcci metodologici (case study, sondaggi, esperimenti, ecc.)
• Social media, piattaforme digitali e organizzazione: l’adozione dei Social Networking Sites (SNS) da parte degli individui e delle organizzazioni è divenuta sempre più pervasiva nell'ultimo decennio. Il progresso tecnologico, i cambiamenti socio-economici, la rapida diffusione delle tecnologie ubique, la diffusione di nuove piattaforme digitali hanno spinto le organizzazioni ad adottare nuove forme e modelli organizzativi del lavoro che, rispetto ai precedenti, richiedono maggiore flessibilità ed apertura, ma anche differenti modalità di coordinamento e comunicazione. Si è anche assistito a un allargamento dei confini aziendali che ha favorito l’adozione di modelli organizzativi e inter-organizzativi snelli maggiormente orientati verso l’interazione e la collaborazione tra lavoratori e organizzazioni. I team virtuali e le comunità virtuali di pratica ne rappresentano alcuni esempi. Ne discende, dunque, l’importanza dei social media per la comunicazione non solo tra l’azienda ed i suoi clienti, ma anche all’interno dell’organizzazione e nelle reti tra imprese. Negli ultimi anni si è anche registrata una maggiore attenzione da parte delle organizzazioni per i sistemi di Enterprise Social Network Sites (ESNSs), che favoriscono la condivisione di informazioni e la collaborazione tra i lavoratori di una o più organizzazioni. Recenti contributi di matrice socio-psicologica hanno anche evidenziato come l’utilizzo dei social media per la definizione dell’azione collettiva passi anche attraverso la costruzione dell’identità sociale e organizzativa. Allo stesso modo, la creazione e condivisione dell’identità organizzativa deriva anche dall'utilizzo dei SNS da parte delle organizzazioni che mobilitano i propri membri e fanno leva sulla rete relazionale di cui dispongono per perseguire finalità comuni. Sono benvenuti contributi empirici e teorici nell’ambito dei seguenti temi di ricerca: social media e identità organizzativa; SNS e produzione e condivisione di conoscenza; le implicazioni dell’adozione dei SNS sui lavoratori e sulle organizzazioni; piattaforme digitali e nuove forme organizzative; piattaforme digitali, organizzazione del lavoro e gestione delle risorse umane.
• Qualità, innovazione e sostenibilità nell’era delle piattaforme digitali e della sharing economy: i nuovi modelli di business fondati sulle piattaforme digitali hanno modificato i paradigmi organizzativi e gestionali tradizionali richiedendo di reinterpretare anche i cicli di innovazione di prodotti e servizi e il loro accesso. La rapidità di diffusione dei servizi offerti con le piattaforme digitali (Airbnb, Uber, Flixbus, e altro) richiede di rivedere i modelli di monitoraggio e gestione della qualità dei processi. Soluzioni innovative, che prevedono anche l’introduzione della gamification, stanno gradualmente prendendo piede. Anche il concetto di cliente si sta modificando e richiede un monitoraggio delle aspettative e della percezione valutato anche attraverso i SNS. Sul piano della sostenibilità, diversi studi hanno evidenziato una correlazione tra l’avvento delle piattaforme digitali e comportamenti più orientati alla sostenibilità da parte degli utenti. Tuttavia, nel contesto della sharing economy, molti autori iniziano a rilevare anche alcune criticità legate a nuove forme di sfruttamento eccessivo e fuori controllo delle risorse.
Pubblicazione dei contributi
I migliori contributi presentati al Convegno potranno essere sottoposti in fast track alle seguenti riviste, rispettando l’ordinario processo di referaggio previsto:
- Mercati & Competitività – The Journal of The Italian Marketing Association (Editor in Chief: Daniele Dalli)
- Micro & Macro Marketing (Editor in Chief: Giuseppe Bertoli)
- Prospettive in organizzazione (Editor in Chief: Marcello Martinez)
- Altre riviste

Thursday 12th September 2019
  Aula 08 17.30-19.00
Friday 13th September 2019
  Aula Cuneo 08.45-10.15
  Aula Asti 08.45-10.15

 

PAPERS

Online quality dimension: cluster analysis in a shopping mall
Cecilia Silvestri, Eleonora Rapiti, Michela Piccarozzi, Alessandro Ruggieri, Barbara Aquilani
AbstractThe study examines the nature and strength of the relationship between quality dimensions online of the web site of shopping mall and customer loyalty, conducting a survey at consumers of a shopping mall in Viterbo, Italy. In particular, this study aims two objectives: (1) to identify, through factor analysis, the Quality Dimensions Online of the web site and (2) to analyze, through cluster analysis, the groups of consumers based on how much the online quality dimension is important for their loyalty.

La “social communication” nel settore vinicolo: vini pugliesi vs vini globali
Federica Cavallo, Monica Fait, Paola Scorrano, Amedeo Maizza, Lea Iaia
AbstractLa letteratura ha da tempo evidenziato l’importanza che strumenti come i blog e le sue figure più rappresentative (blogger e follower) assumono nel processo di riconoscimento di un prodotto da parte di altri consumatori e sulla crescita della notorietà degli stessi. In accordo con tale prospettiva, la ricerca si pone di osservare se tale tipologia comunicativa possa rappresentare un luogo in cui evidenziare e valorizzare i driver identitari del vino ed, in particolare, di quello pugliese, in modo da renderli riconoscibili e visibili nella competizione internazionale. L’obiettivo della ricerca è, dunque, quello di comprendere se la conoscenza degli UGC (user generated content) può agevolare i processi comunicativi sul Web per incrementare la notorietà dei vitigni e dei vini autoctoni, con lo scopo di garantire loro un’adeguata forza competitiva a livello internazionale. Ambito di osservazione sono le produzioni vinicole Made in Puglia, per le quali si è scelto di seguire una strategia qualitativa e identitaria, basata sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni: Negroamaro, Primitivo e Nero di Troia. Utilizzando gli strumenti di text-mining, nello specifico impiegando l’Analisi Tematica dei Contesti Elementari, gli UGC relativi ai tre vitigni autoctoni pugliesi oggetto di studio sono stati confrontati con quelli che riferiscono a tre cosiddetti vini globali, cioè quei vini non tipicamente collegati al territorio d’origine. Il lavoro ha permesso di identificare i driver su cui viene basata la comunicazione dei vini autoctoni (Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia) e globali (Pinot, Sauvignon e Chardonnay) nei contenuti prodotti da wine blogger, consentendo la verifica di similarità e differenze comunicative tra due tipologie di vino in concorrenza tra loro e che, come tali, necessitano di aumentare la loro riconoscibilità. Si è così potuto osservare che per i vini internazionali, i wine blogger parlano del vino attraverso il racconto delle sue caratteristiche organolettiche e sensoriali, nonché tramite i servizi complementari offerti, quali elementi imprescindibili al fine di valutare e trasmettere la qualità del prodotto. Per le produzioni vinicole pugliesi, invece, i wine blogger, pur legando le produzioni al territorio, utilizzano riferimenti generici. L’analisi del contenuto si è dimostrata, dunque, rilevante in termini conoscitivi, poiché ha permesso di individuare una linea guida fondamentale per la comunicazione online dei vini autoctoni: puntare sull’ampliamento della loro riconoscibilità, ponendo l’enfasi su elementi come la storia, le tradizioni, gli usi, i costumi, le condizioni pedoclimatiche e paesaggistiche, i metodi di produzione consolidatisi nel tempo. In altri termini, lo stretto legame che esiste con il territorio di origine deve divenire il file rouge del racconto, poiché in tal modo si riesce a trasmettere l’autenticità e l’unicità tipica di un prodotto autoctono. La valorizzazione della dimensione culturale delle produzioni vinicole pugliesi può generare awareness e, quindi, far divenire l’identità territoriale elemento di differenziazione di tali prodotti da quelli globali.

La co-creazione di valore attraverso i social media: analisi bibliometrica e mappatura scientifica
Giuseppe Russo, Andrea Moretta Tartaglione, Ylenia Cavacece
AbstractLa co-creazione di valore e i social media sono tra gli argomenti più dibattuti nella letteratura manageriale, dalla quale emerge un forte interesse della comunità scientifica verso l’individuazione delle relazioni tra questi elementi. Tale interesse si può riscontrare nella consistente quantità di pubblicazioni su questo argomento, ciascuna finalizzata a indagare aspetti diversi tra loro, talvolta producendo risultati discordanti. Pertanto, sovente per gli studiosi risulta complesso capire come contribuire a ulteriori progressi della ricerca in questo ambito. Sulla base di queste considerazioni, questo lavoro si propone di fornire una panoramica dei risultati della ricerca e delle tendenze degli studi precedenti per guidare il ricercatore verso i lavori, i risultati e le questioni più influenti che richiedono ulteriori approfondimenti. In particolare, viene svolta una revisione della letteratura sulla co-creazione di valore attraverso i social media utilizzando i metodi dell'analisi bibliometrica e della mappatura scientifica. I risultati mostrano gli autori e le pubblicazioni più citate e una clusterizzazione delle parole chiave più frequenti e rilevanti nei documenti analizzati. Attraverso un’analisi approfondita dei risultati, viene fornita una descrizione dello stato dell'arte della ricerca sull’argomento considerato e interessanti implicazioni teoriche e pratiche dalle quali è possibile trarre spunti per la conduzione di ricerche future.

An exploratory study about fake news and Gen Z
Valentina Chiaudano, Fabrizio Mosca, Cecilia Casalegno
AbstractFake news is not a new phenomenon since cases of false and misleading information there were in the past when the main communication tools were newspapers and then radio and television. (Bode and Vraga, 2015) However, in recent time the introduction of social media implies the growing phenomenon of online fake news. (Martens et al., 2018). The interest in fake news both by practitioners and academics is strictly linked to the impact of fake news on brand reputation that is one of the most important sources of the company’s competitive advantages. Brand reputation is an intangible resource that each company built over the time using huge efforts in terms of time and cost (Harris et al., 2001; Barnett et al., 2006; Romoli Venturi et al., 2014). However, brand reputation might be destroyed by fake news in no time (Ott and Theunissen, 2015). Considering the importance of brand reputation for the company, the aim of this study is analysing how fake news affects consumers’ perception. In particular, we focus our study on the food and beverage sector because nowadays scandals about fake news related to food or beverage brand are frequent and very dangerous for the company’s reputation. Secondly, in this study, we aim to identify if the reaction to fake news is different among the generations. In fact, according to some studies, the last generations are digitally native and for this reason, their behaviours are profoundly different from other generations.

 

Nuove piattaforme digitali per l’innovazione civica: il fenomeno del civic hacking
Nathalie Colasanti, Chiara Fantauzzi, Rocco Frondizi
AbstractLo scopo del paper è quello di fare chiarezza sul fenomeno emergente del civic hacking, prestando attenzione al ruolo che lo stesso ricopre all’interno delle relazioni tra Stato e cittadino. Andando oltre la percezione negativa che solitamente si associa alla figura dell’hacker, i civic hacker sono quei “cittadini che sviluppano delle applicazioni proprie per offrire alla collettività benefici semplici e tangibili, legati agli aspetti civici e comunitari della loro vita”. In questo senso, i civic hacker si presentano come degli “hacker buoni”, il cui obiettivo è quello di accedere a reti protette, al fine di facilitare la vita pubblica degli altri cittadini. All’interno di un contesto in cui qualsiasi tipo di informazione risulta disponibile, grazie allo sfruttamento di Internet e degli altri strumenti tecnologici, gli individui vogliono sapere di più sulle attività delle Pubbliche Amministrazioni, ma soprattutto vogliono comunicare con i loro rappresentanti; non solo, iniziano anche a voler essere coinvolti nella definizione delle politiche pubbliche. La risposta potrebbe essere rappresentata, appunto, dal civic hacking, una sorta di “innovazione senza permesso”, in grado di assicurare il coinvolgimento dei cittadini, così come l’efficacia delle pratiche di open government. Attraverso suddetta soluzione, sarà quindi possibile comprendere e soddisfare le necessità della popolazione, riducendo le inefficienze della pubblica amministrazione. In questo senso, il civic hacking potrebbe esser percepito come una fonte di innovazione per l’intera comunità, come uno strumento che potrebbe addirittura favorire il paradigma delle smart city: grazie alla rivelazione di dati pubblici, i cittadini privati potrebbero contribuire alla generazione di nuovo valore pubblico, permettendo l’erogazione di prodotti e servizi effettivamente progettati al fine di migliorare la qualità della vita delle persone. I governi diventerebbero più efficienti e i cittadini più consapevoli per quanto riguarda la loro vita pubblica. Ma, affinché i benefici attesi possano concretizzarsi, è necessario che il civic hacking diventi una pratica riconosciuta a livello globale.

What kind of Chatbot do Millennials prefer to interact with? The role of Communication Style and Avatar in predicting Millennials’ Intention to use Chatbots.
Roberta De Cicco, Susana Cristina Lima Da Costa E Silva, Francesca Romana Alparone
AbstractBeing a relatively new digital platform, perfectly meshing with the way in which young consumers socially interact with the world, chatbots’ perceptions knowledge turns out to be a key factor to address business efforts in enhancing young customers experience with companies’ technologies. This study applies a between-participants factorial design to explore the extent to which the conversational style (social-oriented vs task-oriented) and the visual cue (avatar presence vs avatar absence), influence perceived social presence of the interaction with the chatbot and how this perception, in turn, influences the Millennials’ intention to adopt them. To conduct the study, a survey method was employed, and data were collected from a snowball sample of 193 Millennials. Findings from the study reveal that a social-oriented communication style increases users’ perception of social presence, which in turn predicts the intention to use it via perceived enjoyment and attitude toward the chatbot.

Social media policy implementation model use for firm performance: policies and procedures
Francesca Di Virgilio, Gilda Antonelli, Stefano Consiglio
AbstractSocial media use within the workplace is widespread; however, little is known about how organizations manage social media policy implementation especially internally with their employees. The purpose of this theoretical paper is to develop a social media management model to explore whether organizations address social media policy implementation with a formalized management process and the influence that it has on firm performance. Our theoretical model provides a framework for future research on social media management

Planning a social media localization strategy in tourism. An empirical case
Maria Garbelli, Manuel Gabriele
AbstractThe use of social media in the tourism industry has increased the system of formal and informal communication around a destination, luring travellers and encouraging them to share experiences through personal profiles, group chats, or destination pages. With the development of social media over time, destinations can use virtual places to promote themselves globally. Going beyond the simple translation of content into different languages, content localization seems to be the best strategy to adopt to develop a global online presence and readability. As a result, the willingness to travel should rise, as should the level of services in use, thus generating a noticeable positive impact on the local tourism industry. Filling a gap in the literature, this paper presents a social media communication trial project aiming to promote a very attractive tourism destination, Brescia province in Italy, across countries (and cultures). Indirect results observed are listed along with some quantitative results, although not completely available at the stage of the present work. The literature review focuses on social media online intercultural adaptation, online content localization.

Social media in the digital era: the case of Ducati Motor
Angelo Riva
AbstractObjectives. The objective of this study is to analyze in digital marketing strategy of Ducati Motor. Methodology. We use both primary and secondary information. The research data are collected by contact with the company and the visit of Ducati factory and Museum of Borgo Panigale (near Bologna) in Italy. The key questions of the paper are: 1) What is the organization of digital marketing strategy in Ducati? 2) What are the main critical success factors (FCS) in digital marketing strategy? Findings. –The results analyze the importance Strategy for sustainability in digital era based on Stakeholder Engagement Strategy and Customer Relationship Management in Ducati. Research limits. The use of a single case study. Practical implications. The study underlines the critical success factors of CRM processes and Stakeholder Engagement Strategy in the contest of marketing digital strategy. The originality of the study. In our knowledge, only very few studies are available on this important topic on the international level on this process of Ducati Motor

Fundraising on social media: A review of strategies and benefits
Stefano Di Lauro, Aizhan Tursunbayeva, Gilda Antonelli
AbstractAlthough social media are widely adopted by nonprofit organizations, little is still known about how they use them for fundraising. Thus, the aim of this review is to collect, analyze and synthesize the corpus of published academic studies on this topic. Of 304 potentially relevant search results generated from six online literature databases, only 51 fully met the inclusion criteria. The study findings were open coded according to the categories that emerged from the extracted data: social media strategies used by nonprofit organizations for fundraising, benefits, generic outcomes, and disbenefits. However, most study findings were related to the generic term “social media”. Thus, it was difficult to draw conclusions about the effectiveness of any particular social media channel for fundraising by nonprofit organizations, revealing areas for future research.

 

Do Consumers love the brand’s Heritage? Il ruolo del Cultural Heritage nel Social Brand Engagement
Luigi Grasso
AbstractLa ricerca ha la finalità di investigare il cultural heritage come fattore di engagement dei consumatori nelle strategie di social media communication per valorizzare in chiave strategica il vissuto storico delle imprese. La ricerca si basa su una content analysis condotta su 3200 post pubblicati su Facebook da un campione composto da 64 imprese di medie e grandi dimensioni iscritte nel “Registro Nazionale delle Imprese Storiche Italiane” di Unioncamere del settore Food, Fashion e Forniture. Il calcolo degli indici di likeability e di shareability e una mappatura dell’uso delle leve del cultural heritage nella comunicazione su Facebook ha consentito di misurare l’efficacia dei post nell’incrementare il social media engagement e verificare quali dimensioni sono maggiormente utilizzate dalle imprese campione. Il cultural heritage riesce efficacemente a ingaggiare i consumatori su Facebook. Le imprese però utilizzano solo alcune delle dimensioni del cultural heritage a discapito di altre, come people e cultural sites, mancando così di sfruttare le potenzialità insite in queste leve che, come risulta dall’analisi degli indici di social engagement, sarebbero capaci di coinvolgere maggiormente il network.

The Growth of Sharing Platforms: An Empirical Application of Transaction Cost Theory
Andrea Tracogna, Yusaf Akbar
AbstractWith a view to furthering research on the sharing phenomenon, this article examines sharing platform growth through an empirical application of Transaction Cost Theory with a view to offer insights on strategic management of sharing platforms. We focus on three transaction cost variables: frequency, uncertainty, and specificity (dedicated investments) and analyze their expected consequences in terms of platforms’ growth patterns and governance. In particular, we test a set of hypotheses on the expected impact of transaction costs on the levels of desired and expected participation in platform activities. To do this, we carry out a survey within the community of members of a Hungarian peer-to-peer sharing platform, collecting 650 full responses. We find that as transaction uncertainty and specific asset investments rise, both desired and expected levels of participation of platform members decline. Drawing on these findings, we offer insights on how transaction features can be strategically managed by the platform owner through a focus on platform governance, with the adoption of safeguarding, adaptation, and performance measurement mechanisms.

Social influence and Equity crowdfunding: a Twitter analysis
Elvira Anna Graziano, Enrico Battisti
AbstractStudies on crowdfunding appears recently in several disciplines, with important contributions in different research areas such as corporate finance and business management. Specifically, equity-based venture financing through an online crowd has had fast development and some studies have focused on different aspects connected to this type of financing source. However, although the phenomenon has been steadily increasing in both practice and research, based on our knowledge no studies have jointly investigated the equity based model and social media in the Italian market. The aim of this paper, following an exploratory quantitative research approach based on social network analysis (SNA) methodology, is to investigate the role that crowdfunding platforms, and specifically equity-based ones, have on social media, with particular regard to Twitter. Specifically, the study explores some aspects related to the diffusion of news through social networks concerning the crowdfunding tool and specifically of equity ones. The results show that the operators of the sector are central in the Twitter network, followed by traditional and specialized media.

Fra potenzialità e ostacoli: i social media interni nelle aziende italiane
Alessandra Mazzei, Silvia Ravazzani, Alfonsa Butera, Luca Quaratino, Chiara Fisichella
AbstractBackground e obiettivi della ricerca I social media sono considerati canali sempre più rilevanti per entrare in dialogo con gli stakeholder e per instaurare forme di interazione a due vie simmetriche fra l’organizzazione e i suoi pubblici. Se molta attenzione viene riservata alla relazione con gli stakeholder esterni, è ugualmente rilevante prestare attenzione all’impiego dei social media per la gestione della relazione con gli stakeholder all’interno, cioè i collaboratori dell’impresa. Sono sempre più numerose in effetti le organizzazioni che adottano i social media interni. L’obiettivo di questo studio è esplorare quanto sono diffusi i social media interni nelle aziende italiane, quali sono i principali benefici che le aziende vi attribuiscono, i principali ostacoli alla loro adozione e i principali motivi che frenano il loro utilizzo da parte dei collaboratori quando vengono implementati in azienda. Metodologia Lo studio è stato realizzato attraverso una ricerca quantitativa tramite survey. L’universo di riferimento dello studio è quello delle aziende italiane. Il campione è stato selezionato attraverso un campionamento di convenienza effettuato tramite la tecnica dello snowball e i soggetti scelti come rispondenti della survey sono i manager referenti della comunicazione interna. Sono stati raccolti nel complesso 143 questionari per altrettante aziende. Risultati Dallo studio emerge che i social media interni sono già diffusi in maniera rilevante nelle aziende italiane, sebbene il livello di soddisfazione percepito non sia particolarmente elevato. I manager hanno una buona consapevolezza circa le potenzialità di questi strumenti al fine di attivare nuove modalità di dialogo fra l’organizzazione e le sue persone e per accrescere l’engagement. Ugualmente, i responsabili della comunicazione interna delle aziende interpellate hanno evidenziato come tra gli ostacoli per l’adozione dei social media interni da parte delle organizzazioni ci sia in primo luogo una questione di cultura aziendale e di incertezza nella valutazione dei possibili ritorni di progetti di questo tipo. Per quel che riguarda infine i motivi che frenano un utilizzo estensivo dei social media interni da parte dei collaboratori, i manager rispondenti evidenziano in primo luogo il ruolo del top management nel sostenere questo tipo di strumenti, ancor prima che fattori legati agli stessi collaboratori. Implicazioni per la ricerca e la pratica Lo studio potrebbe svilupparsi in futuro costruendo un campione rappresentativo almeno di un settore industriale o di un comparto per dimensioni aziendali, oppure indagando le opinioni degli stessi collaboratori che fanno uso dei social media all’interno delle organizzazioni. Per quel che riguarda le implicazioni manageriali, lo studio rileva come la cultura organizzativa sia un fattore chiave che induce le aziende ad adottare o meno i social media interni e come il commitment del top management e dei people manager sia cruciale per favorire un fattivo e concreto utilizzo dei social media interni da parte dei collaboratori. Originalità dello studio Il contributo originale di questo studio consiste nell’aver fatto comprendere la percezione dei manager di comunicazione interna circa i benefici potenziali dell’impiego di questo tipo di strumenti, gli ostacoli che frenano la loro adozione da parte delle organizzazioni e i motivi per il loro utilizzo attivo da parte dei collaboratori quando le aziende scelgono di implementarli. Tale maggiore conoscenza fornisce ai manager indicazioni su come gestire al meglio i loro processi di introduzione nelle aziende per conseguire i relativi benefici evitando gli effetti controproducenti.

Social e-HRM configurations: exploring types, drivers and outcomes of social media use in HRM
Mattia Martini, Dario Cavenago, Elisabetta Marafioti
AbstractThis paper aims to explore the use of Social Media in Human Resource Management (HRM). Building on the configurational approach, the study investigates the existence of different configurations of Social e-HRM, their consequences for the organizations and driving factors. The empirical study draws on a survey administered to HR directors of 176 companies operating in Italy. Through a two-step cluster analysis three Social e-HRM configurations emerged - “non-users”, “relational-users”, and “extended relational-users” – which distinguish different objectives for using Social Media in HRM. The study also reveals the three Social e-HRM typologies to lead to similar outcomes for the organizations, even if SM-users, in general, are of greater success. Results of the logistic regressions then show that some structural, strategic and HRM factors are systematically and variously associated with each configurations. The study contributes to an emerging and still scarce literature on the use of Social Media in HRM. In particular, it suggests that different and potentially equally effective Social e-HRM configurations actually exists, which vary according to the objectives pursued by the organizations and some contextual factors.

Verso una mobilità sostenibile? Il bike sharing in Italia
Maria Francesca Renzi, Maria Giovina Pasca, Roberta Guglielmetti Mugion, Martina Toni, Laura Di Pietro
AbstractScopo Le piattaforme digitali hanno trasformato in modo sostanziale l’erogazione di servizi di molti settori e hanno dato avvio alla diffusione dell’economia collaborativa. Le diverse forme di sharing economy, in particolare quelle applicate nel settore della mobilità, rafforzano la consapevolezza degli utenti in merito alle problematiche sociali e ambientali favorendo comportamenti e abitudini più sostenibili (Marchand, Walker & Cooper, 2010). Negli ultimi anni, i programmi di bike sharing sono aumentati in molti Paesi (Shaheen, Guzman and Zhang, 2010) con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento ambientale. Lo scopo della ricerca è: • individuare i fattori che influenzano la soddisfazione del servizio con particolare riferimento alla green attitude; • indagare quali fattori incidono sull’intenzione di riutilizzo. Metodologia E’ stata svolta una approfondita analisi della letteratura dalla quale è stata possibile sviluppare indagine empirica sul bike sharing in Italia volta a comprendere quali fattori incidono sulla soddisfazione degli utenti e sull’intenzione di utilizzo del servizio. L’indagine ha previsto la raccolta di dati secondari, una indagine qualitativa con interviste in profondità e la somministrazione di un questionario. Risultati I risultati emersi dalla ricerca dimostrano che la green attitude, l'uso di meccanismi di gamification, l’app attitude, la convenienza e la qualità del servizio influenzano la soddisfazione dei clienti e l’intenzione di continuare a utilizzare il servizio di bike sharing. Originalità Lo studio contribuisce ad arricchire la conoscenza nell’ambito della sharing economy con particolare riferimento alle sue applicazione nel settore della mobilità urbana. La ricerca evidenzia punti di forza e di criticità e individua i fattori che influenzano positivamente gli utenti nell’utilizzo del servizio. Parole chiave : green attitude, customer satisfaction; service quality; bike sharing; sustainability; mobility